Dott.ssa Silvia Carlucci
Psicologa e psicoterapeuta a Vasto, Lanciano, Chieti

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carlucci.silvia@gmail.com

La paura di volare e la paura di guidare (2016) – Recensione

Il libro La paura di volare e la paura di guidare (ed. FrancoAngeli) intende passare in rassegna i trattamenti attuali più efficaci per la cura della paura di volare e della paura di guidare, con l’obiettivo di proporre un modello integrato di trattamento.

Gli autori, Marco Giannini e Luca Napoli, partono da una definizione accurata di ansia, paura e fobie così da permettere anche ad un non addetto ai lavori di comprendere meglio cosa accade alla persona che, a causa di una forte ansia, evita le situazioni temute.

Nel DSM-5 le fobie di volare e di guidare sono inserite tra i disturbi d’ansia, in particolare tra le fobie specifiche di tipo situazionale. I sintomi somatici che si riscontrano più frequentemente sono tachicardia, sudorazione, nausea, vomito, crampi e cefalea. I sintomi psicologici più diffusi invece sono la paura di morire, di impazzire o di perdere il controllo.

Oltre che sull’inquadramento diagnostico, ne La paura di volare e la paura di guidare gli autori si soffermano sul funzionamento di personalità dei soggetti fobici, riprendendo il modello dell’organizzazione fobica di personalità di Guidano (1988). Secondo tale modello, i soggetti che sviluppano fobie hanno una personalità che si costruisce e che si muove in maniera polarizzata intorno a due bisogni fondamentali: il bisogno di autonomia/esplorazione e il bisogno di accudimento/protezione, unito ad un costante bisogno di ipercontrollo. Il soggetto tenderà ad oscillare continuamente tra questi due bisogni e a rispondere con intensa ansia e paura nel momento in cui questi vengono minacciati

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Profilo MMPI-2 in donne con depressione perinatale: uno studio preliminare

I sintomi della depressione perinatale, ossia i disturbi dell’umore che possono manifestarsi in gravidanza o durante il periodo della maternità, sono caratterizzati da un’ampia variabilità clinica e si differenziano per periodo di insorgenza, gravità di malattia, e caratteristiche psicopatologiche.

A causa di quest’ampia variabilità clinica, molti ricercatori, nel corso degli anni, si sono chiesti se fosse possibile individuare fattori di vulnerabilità e di rischio specifici, come tratti o disturbi di personalità, in grado di predire lo sviluppo di una sintomatologia depressiva in gravidanza. Infatti, nella pratica clinica, i sintomi depressivi sembrano essere solo la manifestazione di una malattia ben più profonda, che coinvolge difficoltà di integrazione dell’identità e di modulazione dell’affettività.

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Prima giornata di consulenza gratuita a Vasto

 

Consulenza Psichiatrica e Psicologica gratuita
Il Centro di Terapia Cognitivo Comportamentale è costituito da un team di psicologi e psicoterapeuti ad orientamento cognitivo-comportamentale, esperti nella valutazione e nella cura dei disturbi d’ansia e dell’umore, di problematiche relazionali e di personalità, di disturbi psicotici e neuropsicologici di bambini, adolescenti e adulti. Nel Centro sono utilizzati i più recenti ed efficaci protocolli di terapia cognitivo-comportamentale.

Descrizione del servizio:
Prima visita psichiatrica e psicologica
Somministrazione test psicodiagnostici di personalità e neuropsicologici
Colloquio di restituzione ed orientamento

Le valutazioni saranno effettuate presso il Centro di Terapia Cognitivo-Comportamentale sito a Vasto in piazza Verdi, 1, da:

Dott. Omar Bellanova, Psicologo e Psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo-comportamentale, perfezionato in Sessuologia e in Terapia Metacognitiva Interpersonale;
Dott.ssa Silvia Carlucci, Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, perfezionata in Psicodiagnosi e in Terapia Metacognitiva Interpersonale;
Dott.ssa Eliana Marraffino, Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, perfezionata in neuropsicologia.
In collaborazione con:
Dott. Riccardo Alessandrelli, Medico e Neuropsichiatra Infantile.

La prima giornata di consulenza gratuita è prevista per il giorno 22 aprile 2016, dalle ore 15:00 alle ore 20:00, su appuntamento fino ad esaurimento liste d’attesa.

Per prenotarsi scrivere a:
psicoterapiavasto@gmail.com specificando nome, cognome, contatto telefonico e motivo della richiesta.

IL PROFILO DEL DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITÀ SECONDO L’MMPI-2

di Silvia Carlucci

Il Disturbo Borderline di Personalità si manifesta nel 2% della popolazione, in prevalenza nelle donne, ed è il disturbo di personalità più frequentemente osservato nella pratica clinica, a causa della sofferenza che genera e per i frequenti ricoveri e ospedalizzazioni che comporta.
La caratteristica principale del Disturbo Borderline di Personalità (DBP) è la presenza di bruschi e rapidi cambiamenti dell’umore, instabilità nei comportamenti e nelle relazioni interpersonali, impulsività e instabilità dell’immagine di sé.
Ad oggi, la psicoterapia sembra essere il trattamento di elezione per la cura del Disturbo Borderline di Personalità e, proprio per questo motivo, una valutazione psicodiagnostica che porti ad una diagnosi ben definita e alla successiva pianificazione dell’intervento, appare di importanza fondamentale per un intervento tempestivo.

Uno dei test più utilizzati nella pratica clinica ma anche nella ricerca come supporto alla diagnosi dei disturbi psichiatrici, così come anche del Disturbo Borderline di Personalità è l’MMPI-2 (Hathaway & McKinley, 1989).
E’ possibile delineare uno specifico profilo MMPI-2 in pazienti con Disturbo Borderline di Personalità?

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La psicoterapia per gli attacchi di panico

E’ in vendita on line il nuovo e-book della dottoressa Silvia Carlucci che descrive un modello di trattamento cognitivo comportamentale di gruppo per il disturbo da attacchi di panico.

Il Disturbo da Attacchi di Panico è molto diffuso tra la popolazione generale. Numerosi studi clinici hanno dimostrato e messo in evidenza che il disturbo da attacchi di panico comporta un alto grado di severità clinica, un alto rischio di cronicizzazione e di disabilità (soprattutto nel caso di mancanza di un tempestivo intervento), elevati costi sociosanitari e una globale riduzione della qualità della vita di chi ne soffre.

Per il trattamento del disturbo da attacchi di panico è ampiamente dimostrata l’efficacia sperimentale della Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC). Il trattamento di gruppo è di gran lunga utilizzato nel disturbo di panico perché offre notevoli vantaggi rispetto alla terapia individuale.

Nonostante sia chiara l’efficacia della terapia di gruppo per il disturbo di Panico al momento non risulta ben chiaro come, perché e in quali casi gli esiti sono mantenuti a lungo termine (oltre i 6 mesi dal trattamento).

Scopo del  lavoro presentato nell’e-book è quello di illustrare l’inquadramento clinico e diagnostico del disturbo di panico per poi presentare il modello cognitivo del disturbo di panico, fino ad arrivare alle più recenti concettualizzazioni. Verrà in seguito presentato un recente protocollo di trattamento del disturbo per poi passare in rassegna le principali ricerche sull’efficacia della psicoterapia cognitivo-comportamentale che hanno reso tale trattamento quello elettivo per il disturbo di panico.

Nell’ultima parte verrà infine presentato un progetto di ricerca che s’inserisce all’interno della cornice teorica prima presentata con l’obiettivo di misurare l’efficacia del protocollo utilizzato per il trattamento di gruppo del disturbo di panico e individuare i predittori di esito del trattamento.

Acquista l’e-book della dottoressa Silvia Carlucci

Per partecipare ai gruppi sugli attacchi di panico e avere la possibilità di usufruire di una valutazione psicodiagnostica gratuita, visualizza/scarica l’opuscolo informativo.

Attacchi di panico: attivo a Vasto il gruppo per la gestione dell’ansia

Un attacco di panico è una reazione ansiosa altamente invalidante per la persona che lo sperimenta, che si caratterizza per la presenza di diversi sintomi tra cui i più comuni sono difficoltà a respirare, tachicardia, giramenti di testa, sentirsi svenire, sudorazione, impressione che le cose intorno non siano reali, paura di morire, di perdere il controllo o di comportarsi in modo bizzarro.
Le prime volte che una persona sperimenta un attacco di panico di solito si spaventa molto, dato che si tratta di un’esperienza inattesa, intensa e strana e sviluppa la preoccupazione di poter avere un nuovo attacco di panico (ansia anticipatoria). Questo porta la persona ad evitare le situazioni in cui ciò potrebbe accadere, oppure, se accadesse, sarebbe difficile chiedere aiuto.

Perché scegliere il gruppo sugli attacchi di panico?

La scelta di utilizzare un trattamento di gruppo deriva dall’evidenza che il trattamento di gruppo è preferibile a quello individuale perché comporta dei notevoli vantaggi (Pomini, 2004), ed in particolare:

– favorisce la normalizzazione del disturbo: nel gruppo il paziente ha modo di relazionarsi con persone che soffrono del suo stesso disturbo, cogliendone così l’universalità. Attraverso questa condivisione si favorisce l’accettazione del disturbo, riducendo l’eventuale autovalutazione negativa di sé che costituisce il problema secondario;

– favorisce il modeling: osservando i successi che gli altri membri del gruppo raggiungono il paziente vede gli obiettivi come più facilmente raggiungibili;

– amplia le strategie di problem-solving: la cooperazione dei pazienti nel gruppo per il raggiungimento di un obiettivo permette ai membri del gruppo di confrontarsi con strategie di problem solving diverse e varie. In questo modo ogni singolo partecipante al gruppo amplia il proprio repertorio comportamentale, cognitivo ed emotivo;

– permette di apprendere tecniche di gestione dei sintomi: il confronto del paziente con i terapeuti e con gli altri membri del gruppo permette di apprendere nuove tecniche funzionali di gestione dei sintomi;

– incrementa la motivazione all’esposizione: la condivisione dei momenti di esposizione alle situazioni temute con il gruppo motiva il paziente a contrastare l’ansia e l’evitamento.

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